L’azienda e gli investimenti - Marcello Testa

L’azienda e gli investimenti


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L’azienda e gli investimenti

Investire, si sa, è un processo molto delicato. Parlare di investimenti di solito viene inteso quale discutere attorno ai macchinari, agli impianti, agli immobili.
Ma non solo: è investimento anche un brevetto, e, pur se i principi contabili non li riconoscono come tali, anche risorse e tempo destinate alla riconfigurazione aziendale a seguito di cambi di strategia costituiscono, di fatto, il collocamento di risorse aziendali.
Svariate volte mi è capitato di entrare in una azienda che aveva l’assetto produttivo sbilanciato.
A volte accadeva addirittura di imbattermi in realtà imprenditoriali che sfruttavano i nuovi impianti al 25/30%.
Inoltre l’analisi dell’investimento non era stata condotta al meglio, senza cercare di capire quali nuovi macchinari acquistare per rafforzare la presenza sul mercato dell’azienda e per offrirle ulteriori opportunità di affari.
Creare le occasioni migliori di investimento è compito di un team che si deve strutturare in azienda e che, quando guidato da un terzo esterno all’organizzazione, solitamente produce i risultati migliori.

In ogni caso è importante comprendere una cosa fondamentale: il processo di investimento è e deve essere subordinato ad una specifica strategia aziendale, nel senso che ogni investimento deve necessariamente seguire ad una scelta ponderata e ne va attentamente studiato l’impatto anche nella vita complessiva dell’azienda.

Gli investimenti materiali vanno analizzati in base al posizionamento di mercato, secondo alcune direttrici base specifiche. Facendo un esempio, nel caso di uno strumentario, bisogna porsi delle domande essenziali: è un macchinario progettato con soluzioni tecnologiche assemblate in maniera semplice? È un macchinario semplice da manutenere in manutenzione ordinaria? È un macchinario semplice da usare? È un macchinario coerente per capacità tecniche e produttive con la mia linea di produzione? È un macchinario coerente con il mio posizionamento aziendale? Dall’analisi differenziale dei costi e dei ricavi in quanto tempo si ripaga? È coerente con i miei flussi di cassa?
Queste sono le domande chiave. Ma sono le stesse domande che guidano le decisioni sulle quali si basano gli investimenti immateriali. In particolare, non tanto sulla ricerca e sviluppo, quanto piuttosto sulle strategie da mettere in atto per modificare l’assetto organizzativo aziendale in seguito ad un riposizionamento dell’azienda stessa.
Infatti: svolte tutte le analisi sui segmenti di mercato attuali e potenziali, costruito un mix di fornitura fatto di prodotto e servizi, scelto come caratterizzare la mia azienda rispetto alla concorrenza, è inevitabile che si incorra nella necessità di modificare l’assetto organizzativo almeno su alcuni aspetti.

In buona sostanza, trovando il giusto equilibrio, che vuol dire anche il giusto compromesso, tra posizionamento, tecnologia hard incorporata, tecnologia soft messa in campo, bisogna trovare la struttura organizzativa più efficace e coerente con il mio posizionamento. Ma il tema è quello: un posizionamento, una dimensione aziendale, una struttura tecnologica, un assetto organizzativo migliore: questa è la realtà!

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Marcello Testa

I miei 20 anni di esperienza come Consulente direzionale vengono messi al servizio dell’imprenditore. Il supporto professionale supera la semplice docenza, attraverso materiale che aiuta ad inquadrare il posizionamento dell’azienda, e a gestirla di conseguenza.
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